La giornata a Torino, sebbene abbia risentito del rientro un po’ drammatico, è andata bene: ho conosciuto la redazione di Traccediverse, parlato un po’ di UP e del suo seguito, Il Canto Proibito. Al rientro ho trovato alcune proposte di lettura per il romanzo intitolato la “chiamata dei quattro cavalieri”, e ora devo vedere un po’ come muovermi.
In compenso sto stampando “Il Dono dell’Aurione” che Ghidara vuole assolutamente leggere (povera lei! Non sa cosa chiede!). Rileggerlo, però, mi é servito: tornare nel mondo di una creatura arcana e piena di fascino come l’Aurione ha risvegliato un po’ la voglia e il bisogno di riprendere in mano la Saga.
Ho amato molto questo psico-fantasy; ricordo di averlo scritto in pochi giorni durante la febbrile convalescenza di mio marito. Era inverno e nevicava, e in montagna si era fermato tutto. Nessun suono scalfiva l’aria ghiacciata e io ero barricata in casa, la stufa accesa, il calore che si diffondeva nell’ambiente. E scrivevo la storia della mia Aurione.
Le revisioni sono state lunghe e complesse, e sono certa che non sono ancora finite.
Per UP e per Ancyria, prossima presentazione il 27 maggio, libreria Feltrinelli, Piacenza.